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Una passeggiata a Maranola

Pubblicato: 08/06/2015 - 16:39

La Torre Caetani fu eretta per volere di Onorato I Caetani, nel XIV secolo sul punto più alto del paese, a controllo della valle sottostante. Si tratta di una torre a pianta quadrata, con piccole finestre rettangolari.

 

Chiesa della SS.ma Annunziata Salendo la strada tortuosa che porta a Maranola, una costruzione, in modo particolare, si evidenzia rispetto alle altre; è il convento con la chiesa della SS.ma Annunziata, che, pur costruita un tempo fuori dalle mura del castello, oggi sembra far parte integrante del centro storico. L’antico convento dei padri minori conventuali di San Francesco, oggi affidato alle suore di Cristo Redentore, ha perso la sua identità. Il piccolo chiostro con pozzo centrale, le celle dei monaci ed il “luogo di San Bernardino”, hanno ceduto il loro scopo mistico al salone delle riunioni, al refettorio o agli ambienti per i bambini bisognosi, ai quali era dedicato fino a qualche anno addietro, l’intero complesso. Il complesso architettonico appare rimaneggiato nel suo insieme, perdendo, quindi, le sue caratteristiche peculiari a causa di ripetuti lavori di sistemazione, effettuati nel tempo, non certo sempre conformi ai criteri del restauro. La facciata della chiesa, con copertura a capanna, appare d’aspetto moderno in seguito ai recenti lavori effettuati, durante i quali sono state abbattute le decorazioni a stucco degli anni 30 del XX sec. contemporanea è anche lunetta gotica in pietra lavorata che sovrasta l’ingresso principale. Una minifacciata, evidente assemblamento contemporaneo effettuato su disegno della principale, collega la stessa con l’ingresso attuale del convento. Sulla cuspide di questa, una statua marmorea di S. Antonio, richiama l’omonima cappella interna che ha sostituito la cinquecentesca confraternita della SS.mo Rosario.

Il minuto portale apparteneva alla chiesa di San Giovanni Evangelista, posta all’interno del paese ed oggi non più esistente. Ottocentesco è anche il campanile neogotico, mentre gli unici elementi della struttura originaria bisogna cercarli nella perimetrazione laterale, muratura a vista in cui sono evidenti le sovrapposizioni che si sono succedute nel tempo. Gocciolatoi in pietra lavorati su svettanti contrafforti, ci fanno capire l’antico scopo, ceduto anch’esso ad una nuova copertura eseguita sulle preesistenti volte estradossate. I resti di un alloggiamento di un cardine, in pietra lavorata, ci mostrano l’esistenza di una porta secondaria, probabile ingresso ad un recinto conventuale. Dell’intero complesso faceva parte anche il giardino confinante con l’antica porta del convento che ancora esiste a destra del sagrato della chiesa. L’interno, ad un’unica navata, è formato da quattro volte a crociera nervate sorrette da dodici colonne, due delle quali si fermano a media altezza poggiante su mani agettanti in pietra lavorata. Un arco trionfale, in posizione più bassa rispetto alle volte, divide l’ambiente centrale dal presbiterio, in posizione elevata rispetto al piano di calpestio generale. Lo spazio interno rispecchia le finalità gotiche nell’elevatezza, che dà all’insieme una certa eleganza e nobiltà contrapposta alla semplicità dei materiali in quanto il tutto e costruito con muratura povera. Gli unici elementi in pietra lavorata sono i capitelli, cubiformi a volte smussati, che dividono le agili colonne, anch’esse in muratura, dalle volte campite. Al centro del presbiterio, un altare settecentesco in marmo policromo, sostituisce l’originale. A destra della prima campata si accede alla moderna cappella di Sant’Antonio, mentre una minuscola porta con stipiti in pietra, dà accesso alla sacrestia dal presbiterio. Gli altari, dedicati a San Michele Arcangelo ed alla Madonna Ausiliatrice, di moderna fattura, sostituiscono quelli in stucco che occupavamo le varie campate. All’ingresso, una struttura architettonica, a mo’ di nartece, impostata su tre volte a crociera con archi a tutto sesto, evidente aggiunta, costituisce, nella parte superiore, l’area della schola cantorum con annesso organo, oggi poco utilizzata

 

Chiesa di San Luca L’interno della Chiesa, formato da un’unica navata coperta da tre volte a crociera, conserva due affreschi di un antico ciclo pittorico realizzato tra il XV e il XVI sec d. C. A destra dell’ingresso vi è la Cappella del SS. Corpo di Cristo, con stucchi settecentesche e una pregevole tavola del 500 della scuola di Siciolante da Sermoneta. Al centro dell’altare il Cristo Risorto. La Chiesa custodisce una delle cripte più interessanti del basso Lazio: scoperta da pochi anni, conserva un ciclo pittorico collocabile tra il XIV e la fine XV sec. Accanto ad alcuni episodi della vita di Cristo, emergono diverse icone della Madre di Dio, tra cui la Maria Lactans, una tipologia rara nella pittura delle chiese e che presenta caratteri stilistici tardo bizantini. 

 

Chiesa di Santa Maria ad Martyres La Chiesa presenta un campanile con pregevole decorazione a mattonelle maiolicate. L’interno ospita numerose opere d’arte di epoche diverse: la cappella gotica voltata a crociera con resti di affresco del XIV sec.; il dipinto della Madonna col Bambino e Santi di scuola romana (XVI secolo); vari altari barocchi, tra cui quello maggiore, dedicato alla Vergine Addolorata, tutti con corredo di statue lignee settecentesche dei titolari.

 

Indirizzo: 

Maranola, LT, Italia