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Porto di Giànola o Porticciolo romano

Pubblicato: 08/06/2015 - 16:19

Il Porto di Giànola, viene erroneamente descritto come opera romana perfettamente conservata, chiamato Porticciolo Romano. A realizzarlo fu però, verso il 1930, il marchese Carlo Afan de Rivera, proprietario di una villa posta dietro l´insenatura, per consentire l´ormeggio delle piccole imbarcazioni personali e di quelle da pesca che per consuetudine riparavano nel luogo: tra i frequentatori i reali d´Italia, appassionati di pesca, che vi si recavano dalla Villa Guja (odierno Albergo Miramare). La struttura portuale è nella profonda insenatura che separa quasi il promontorio di Giànola dal nucleo orografico del Monte di Scàuri. Da un capo all´altro due bracci, allineati verso una bocca centrale delimitano un bacino di forma leggermente trapezia: moli e banchine sono di pietra locale grezza legata con malta cementizia; pietra sagomata è invece impiegata nei dispositivi di ormeggio, negli spigoli e nelle scalette.

Vani sono stati finora gli sforzi per correggere un così grave errore d´attribuzione e di datazione, poiché alla denominazione tradizionale si trova ormai aggiunto in modo indelebile l´aggettivo "romano".

I moli attuali utilizzano parte di quell´argine come fondazione, interrotto al centro per l´accesso, visibile sotto di essi come opera cementizia indubbiamente romana, composta di malta idraulica, calce e pozzolana che indurisce in acqua, e frammenti di tufo. Immediatamente all´interno della bocca si scorge sul fondo uno spesso muro parallelo con inserita una grande soglia lapidea solcata da due profonde scanalature. Questa e altri elementi di pietra con una sola scanalatura, uno murato nella banchina orientale, un altro sull´estremità esterna medesima e ancora esternamente al molo davanti la scaletta, appartengono senza dubbio ai dispositivi di chiusura dei canali di alimentazione di una piscina ossia peschiera per l´allevamento del pesce: gli elementi verticali scanalati e la soglia consentivano lo scorrimento e il serraggio di paratoie e griglie, regolando il flusso idrico trattenendo il pesce, come si osservano nella piscina antistante la Villa Comunale di Formia. E´ anche presente una debole sorgente d´acqua dolce, presso un pozzetto quadrato costruito vicino la spiaggetta, necessaria a comporre una miscela particolarmente gradita alle specie ittiche pregiate e per far fronte al surriscaldamento e all´aumento di salinità per evaporazione all´interno del bacino.

Il vivaio doveva essere suddiviso in varie vasche con composizione geometrica per la selezione del pesce, ma di esse solo le tracce prossime alla bocca ne indicano una fila parallela rettangolari e per il resto se ne può ipotizzare una grande centrale forse romboidale.

L´attribuzione di questi ruderi ad un porticciolo invece che alla peschiera appartenente alla grande villa è dovuta principalmente al nome tradizionale del luogo, Porto di Giànola, che si trova già in una pergamena del 1391 pubblicata nel Codex Diplomaticus Cajetanus, in cui è scritto "portum Janulae prope Scaulum", ossia presso Scauri.

 

Fonte: Salvatore Ciccone

Indirizzo: 

Porticciolo Romano, Via Passaturo, Formia, LT

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