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Monte Redentore

Pubblicato: 07/06/2015 - 16:22

Da Formia si seguono i segnali per il centro di Maranola, da cui si prosegue per la strada asfaltata con l’indicazione “Statua del Redentore”. Percorso qualche chilometro di strada in salita, si parcheggia (827 s.l.m.) immediatamente sotto a un rifugio in muratura. Su di un masso sono indicati i possibili percorsi con i classici segni bianco-rossi: in una direzione il 60, 61 e 62 verso il Monte Petrella e il Monte Redentore, in un’altra direzione il 58 e 59 verso il Monte Revole e il Monte Viola.

Ci si incammina seguendo il percorso n°60, inaugurato nel 1901 appositamente per trasportare in vetta la statua del Redentore. Si costeggia da subito l’ampio vallone che domina Maranola, salendo progressivamente e raggiungendo una croce a quota 943 s.l.m. In alcuni tratti è già visibile il santuario di San Michele, incavato nella roccia e per questo ben mimetizzato.

 

Il santuario di S.Michele, poco sotto il Redentore

Si prosegue in maniera decisa lungo il sentiero che inizia a svoltare continuamente per limitare la pendenza. A quota 1087 s.l.m. il percorso svolta a sinistra in corrispondenza di una statua della Madonna situata su una sporgenza della roccia. Poco più su è situato il santuario dedicato all’Arcangelo Michele (1142 s.l.m.), costruito attorno all’anno 830 sulle rovine di un antico oratorio.

Ripreso il sentiero, lo si percorre fino ad arrivare alla Sella Sola. La cima del Redentore è ben visibile sulla nostra destra e la si raggiunge con le ultime svolte in salita. Da qui (1252 s.l.m.) si può godere di un panorama eccezionale su Formia, Gaeta, le isole Pontine, e fin verso Ischia, Capri e il Vesuvio nelle giornate migliori. Alle nostre spalle abbiamo invece il Monte Altino, il Monte S.Angelo e il Monte Petrella che, con i suoi 1533 metri, è la cima più elevata della catena degli Aurunci.

L’imponente statua di ghisa del Cristo Redentore, attualmente circondata da ponteggi, fu innalzata il 29 Luglio 1901. Alta tre metri e pesante 21 quintali, dovette essere restaurata e ricollocata dopo che, nel 1907, un fulmine la fece crollare a terra. La statua è uno dei venti monumenti al Redentore eretti su altrettante cime italiane in occasione dell’inizio del XX secolo.

Ridiscesi alla Sella Sola (1229 s.l.m.), è possibile proseguire con i percorsi 61 e 62 verso il Monte Petrella e il Monte S.Angelo. Scendendo invece lungo lo stesso percorso fatto all’andata, si torna al parcheggio in poco più di un’ora.

 

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