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Monumento Gesù Redentore

Pubblicato: 08/06/2015 - 16:16

All’inizio del XX secolo il Pontefice Leone XIII, accogliendo l’iniziativa del conte Giovanni Acquaderni, promosse la realizzazione di 20 monumenti a Gesù Redentore da collocarsi su altrettante vette d’Italia scelte tra i monti più suggestivi della penisola, allo scopo di salutare il nuovo secolo. L’Archidiocesi di Gaeta fu la prima a rispondere positivamente all’iniziativa. La sua collocazione nel territorio dell’Archidiocesi di Gaeta si configurava simbolicamente quale sito strategico di un vasto comprensorio che comprendeva 46 diocesi. Il monumento era formato da un alto obelisco con 4 altari ai lati e avente sulla sommità una maestosa statua di ghisa di Gesù redentore benedicente. La statua, alta 3 metri, aveva un peso di ventuno quintali perché fusa in un unico getto e creava problemi di trasporto. La partenza da Maranola, avvenne il 4 giugno 1901 e solo dopo quaranta giorni riuscì a raggiunse la cima del monte e fu innalzata il 31 luglio 1901, insieme al suono delle campane e a 33 colpi di cannone. Nel 1907, durante un brutto temporale, una violenta scarica di fulmini lo colpì, l’obelisco fu ridotto ad un cumulo di macerie e la statua cadde a terra decapitata. L’opera di riedificazione durò molti anni e solo nell’ottobre del 1919 fu inaugurato il nuovo monumento che si differenziava dal precedente per la sostituzione dell’obelisco con una cupola.

Indirizzo: 

Cima del Redentore, Formia LT