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Trivio

Pubblicato: 27/05/2015 - 10:20

Il toponimo Trivio (dal latino trivium) significa: “incrocio di tre strade”, ma con il termine Trivio, nel Medioevo, erano anche classificate le arti liberali della letteratura: grammatica, dialettica e retorica. Quadrivio, invece, le arti dei numeri: geometria, aritmetica, musica ed astronomia. Appare molto improbabile una tale etimologia per il nostro antico borgo. E’ da pensare a un toponimo derivante dall’incrocio di tre vie distinte: verso Maranola, verso Castellonorato e già per Ponzanello e Mamurrano. Non è precisa neanche la sua esatta collocazione storica; il villaggio ha sicuramente origini medioevali, suffragate da alcune scritture e denominazioni più o meno simili all’attuale, riscontrabili nello statuto di Maranola del XV secolo e in alcune carte topografiche pubblicate nei secoli successivi. Da un inventario di beni del XV sec., alla data del 25 febbraio 1490 si legge: “In terra Maranule”, “La corte tene una selva dove se dice ad Campese, iuxta l’altra de la corte, de supra annotata, mediante la via pubblica, et iuxta la selva de Sancto Andrea de Triuro et iuxta lo monte inculto et iuxta li boni de la herede de Cicco Maxa et altri confini.” Nei secoli seguenti il nome Triuro diventa Triulo, Triulli, Trivoli fino ad arrivare all’odierno Trivio. I casali di Mamurrano, Ponzanello e Triuro erano giuridicamente amministrati da Maranola. Le numerose incursioni saracene, provenienti dal mare, devono aver spinto gli abitanti dei casali ubicati in pianura a riunirsi verso la parte alta del territorio, per meglio resistere e difendersi dagli incursori. E qui costruirono una chiesa dedicandola all’apostolo Andrea. Alla fine del XIV secolo la diocesi di Gaeta promuove un censimento di tutte le chiese del territorio, al termine troviamo elencate oltre alla nominata Sant’Andrea di Triulo, anche quella di Santa Maria di San Nazario di Ponzanello, San Giovanni di Mamurrano e Santa Maria del Paradiso sotto Triulo. La presenza di ben quattro chiese nel territorio, mi induce a pensare che la popolazione residente fosse numerosa. Non vi sono notizie riguardanti gli avvenimenti del XVI secolo. Notizie certe sulla presenza dei 388 abitanti risalgono al1803, che diventano 657 del 1856 (336 uomini, 321 donne) divisi in 115 famiglie, i cui cognomi erano così suddivisi: Filosa 206, Guglielmo 124, Forte 44, Mastantuono 42, D’Angiò 35, Ferraro 23, Adipietro 20, altri 163). Un episodio di rilevante importanza è avvenuto nel 1842. Riguarda l’ installazione di un orologio a pesi sull’edificio comunale nella piazza Sant’Andrea. Trivio può vantare la costruzione del primo edificio scolastico dell’area collinare. Il notaio dott. Carlo Filosa, fratello del parroco don Giovanni Filosa e Sindaco di Maranola che amministrò anche il borgo per circa vent’anni, fece costruire una scuola per l’istruzione obbligatoria intorno al 1880, privilegio che né Maranola né Castellonorato ebbero nel medesimo periodo. Di economia prevalentemente rurale, facilitata anche dalla sorridente posizione geografica (mt. 238 circa sul livello del mare), Trivio, ubicata sotto le falde del monte Redentore, offre al visitatore uno stupendo panorama immerso nel verde, in parte, ancora incontaminato. Passeggiare oggi tra gli antichi vicoli, osservare i volti di gente antica, ti riporta indietro nel tempo, in un’epoca dove tutto funzionava in modo differente. Sin dalle origini Trivio risulta essere compreso nel territorio di Maranola, fino all’anno 1928, quando con R.D. del 26 aprile n. 1072, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia n. 126 del 30.5.1928, i comuni di Maranola e Castellonorato furono soppressi ed aggregati a quello di Formia. Nel 1934 si festeggia l’arrivo dell’energia elettrica e nel 1954 quello della rete fognante, ma solo nel 1960, con la costruzione da parte del Consorzio degli Aurunci Riuniti degli Aurunci della rete idrica, l’acqua potabile corrente ha raggiunto quasi tutte le abitazioni. Nell’anno 1960, Trivio ha ottenuto l’apertura di un Ufficio Postale. Lo stabile che ospitava l’edificio scolastico, trasferito nel nuovo plesso costruito all’ingresso occidentale del paese, ha lasciato spazio agli uffici della Delegazione Comunale ed al Centro Pensionati. Nella prima immagine la piazza Sant’Andrea nel 1930; nella seconda uno stralcio da una carta geografica tratta da “Carte des environs de Gaete”, disegnata e incisa su lastra di rame da Ambroise Tardieu a Parigi alla fine del ‘700, dove il borgo è chiamato Triulli. Da trivioweb.it